Transumanza in città

Pecore in città, a Parma, finalmente un segnale di civilizzazione! Da qualche tempo, proprio nel tratto di letto di fiume secco che passa vicino a casa dei miei amici Giuseppe e Agnese, un pastore pascola il suo gregge di pecore. Così, tra la gente che passeggia nel verde, alla vista di automobilisti increduli, il pastore e le sue pecorelle fanno la loro vita. Per me osservarli è come assistere al concerto del mio cantante preferito, mi ritrovo in una dimensione superiore. Quando studiavo all’università, avevo un amico pastore: durante l’anno accademico sembrava un ragazzo come tanti che studiava fisica; in estate, finita la sessione di esami, se ne tornava sulle montagne col suo gregge. E lì si riappropriava della straordinarietà. Mi diceva che mai avrebbe lasciato le sue pecore, neanche per il lavoro più bello e remunerato del mondo! Studiava perché gli piaceva, ma fare il pastore era un punto fisso imprescindibile. In questi giorni sono proprio sulle montagne abruzzesi del mio amico. Vedo spesso le pecore brucare serenamente sui prati del Parco Nazionale (anche se non ci sarebbe da star sereni neanche lì, gli arrosticini vanno a ruba in tutte le locande!), e penso a lui (non ricordo il suo nome) e ai tempi della transumanza, quando il bestiame si spostava al ritmo delle stagioni e poteva ammirare l’alternarsi dei panorami, dei climi, degli umori umani. Le pecore potevano viaggiare, scoprire posti nuovi e allo stesso tempo dare a quei posti un nuovo aspetto, col loro brucare. Quando ci si copriva con una coperta di lana, si poteva immaginare quanta strada avesse fatto quel materiale addosso al suo primo proprietario. Mia cognata Carla a Weert, in Olanda, ha chiesto e ottenuto che un gregge di pecore potesse attraversare il paese e brucare l’erba lungo il canale dove la macchina tagliaerba non riusciva a lavorare. Ha ottenuto un bellissimo prato all’inglese, delle pecorelle felici e cittadini in pace e armonia col creato. Mi piacerebbe che nei parchi cittadini, anche quelli piccoli, si potessero inserire animali da cortile: pecorelle, gallinelle, ochette, mucche. Le persone nel bisogno potrebbero sfruttarne il latte e le uova, il verde sarebbe in ordine, i bambini potrebbero sporcarsi con vera cacca di mucca e a qualcuno potrebbe venire la passione per la pastorizia. Potrebbero nascere pacchetti vacanza in transumanza con le pecore e fattorie didattiche accanto ad ogni scuola. Gli asini potrebbero andare finalmente a scuola con onore, per trascinare i carretti degli scuolabus e gli odori degli animali non sarebbero più così estranei e indesiderati. Sì, non amo gli animali in casa, di questo ne sono certa, ma in città sì. Pecore per tutti! Transumanza tra quartieri! Ognuno ha diritto ad essere pastore almeno qualche ora a settimana! E finchè non avremo le pecore, pascoliamo i bambini, i vicini, gli amici, i nemici. Si trova sempre qualcuno che ha voglia di essere accompagnato!

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